Artist: Matteo Bortone     Album: No Land's     Label: Auand     Code: AU9102

No Land's

  • No Land's

  • Matteo Bortone

  • 30 October 2020

  • AU9102

  • 8031697910220

  • Jazzos, Auand

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  • Created on : 30 September 2020

  • Total songs : 10

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  • From: Auand

Press Release

MATTEO BORTONE ‘No Land’s’ - (Auand Records)
Uscita Ufficiale 20 Novembre 2020

con il sostegno di Puglia Sounds Records 2020/2021
 
Quarto disco da leader per il bassista e compositore Matteo Bortone, ‘No Land’s’ esce 2 anni dopo ‘ClarOscuro’ (CAM Jazz), 5 anni dopo ‘Time Images’ (disco, uscito sempre per Auand che ha portato Bortone alla vittoria nel Top Jazz come Miglior Nuovo Talento Italiano nel 2015) e 7 anni dopo il suo esordio, l’omonimo ‘Travelers’.

La band di quest’ultimo disco nasce dal nucleo originario dei ‘Travelers’, quartetto franco/italiano attivo dal 2008 e con il quale Bortone ha registrato i suoi primi due albums; per questo nuovo progetto, il combo si trasforma in quintetto/sestetto a seguito di una commissione di Enrico Bettinello per i Festival Novara Jazz e Sudtirol Jazz nel 2019.

‘No Land’s’ sviluppa un processo di ricerca sonora attorno a un jazz contemporaneo alimentato da sonorità rock/pop, ambienti psichedelici ed echi di drone music ed elettronica che rivela la sua forza nella ricerca del suono collettivo.

Se già di per sé l’aggiunta del Rhodes espande le possibilità sonore dei Travelers, Bortone giustifica ulteriormente questo cambiamento re-inventandosi come compositore e strumentista, elaborando una scrittura che si evolve anche attraverso
l’uso di elettronica e glockenspiel, voci supplementari manipolate da lui stesso e che gli permettono di creare sounds finora inesplorati nella sua discografia da leader; particolarità evidenti in ‘Delta’ o ‘Screens’, tracce che si sviluppano su tappeti elettronici minimalisti. Nella stessa direzione anche ‘Dumps’ o ‘In Aliore Loco’: atmosfere dark, quasi inquietanti nei quali suoni acustici e clip elettroniche coesistono (“In Aliore Loco”) o si sovrappongono (il finale di “Dumps”).

Tuttavia, nella scaletta dei 10 brani che compongono il disco, la varietà di ambienti rappresenta una caratteristica primordiale e non mancano episodi energici con highlight solistici (‘Dougie Jones’, ‘Future/Past’, ‘Ichi Go Ichi E’), pause più introspettive, evocative (‘Dumps’, ‘A Spectral Fairytale’, ’Volverse Lugar’), brani dalla struttura lunga e articolata (‘Shapeshifter’, ‘Ichi Go Ichi E’), miniature brevi (‘Screens’, ‘Delta’).

In questo caleidoscopio, Bortone assume la direzione musicale della band senza dimenticarsi di mettere in risalto le personalità di ognuno e le interazioni collettive: ‘Ichi Go Ichi E’ è un trampolino di lancio per il sax alto di Hoang e il rhodes di Lestra, ‘Future/Past’ costruisce un terreno fertile per la chitarra acida di Diodati e alla batteria funambolica di Tessier, la parte corale di ‘Shapeshifter’ alla scrittura polifonica mentre ‘A Spectral Fairytale’ o la parte solistica di ‘Shapeshifter’ sviluppano due improvvisazioni libere collettive centrate rispettivamente su sonorità e fraseggio.

Elettronica/acustica, strutture lunghe/episodi concisi, unisoni/polifonie, cambiamenti organici/rotture immediate: il contrasto sembra essere un’idea costante, ricorrente, un concetto che Bortone cerca di sviscerare, di mettere sotto la lente d’ingrandimento per vedere e capire cosa c’è dietro.

Il titolo ‘No Land’s’ nasconde il soggetto, il possibile protagonista: chi o cosa è ‘senza terra’? Uomini senza terra? Musica senza terra, senza appartenenza?

In mezzo a questo mistero, a questo quesito, sulla cover c’è un bambino che gioca in uno spazio asettico, brullo, vergine. La libertà, la non appartenenza a qualcosa di definito, la terra di nessuno (di tutti?), il mistero: ‘No Land’s’ indaga su queste idee guida, invitando l’ascoltatore ad un immaginario audio/visivo creato, sviluppato sul percorso narrativo lungo le prime 9 tracce e sintetizzato nella decima e conclusiva ‘Volverse Lugar’ (diventare, trasformarsi in un luogo).

‘…le monde avait calmement disparu au plus profond de lui même…’
 
 
EN
 
Fourth album as leader for double bass player and composer Matteo Bortone, ‘No Land’s’ will be out two years after ‘ClarOscuro’ (CAM Jazz), five years after ‘Time Images’ (Auand Records) – which led Bortone to be awarded Best Italian Rising Star at Top Jazz 2015 – and seven years after his debut album, ‘Travelers’. The new band is an evolution of the ‘Travelers’ lineup: the French-Italian quartet active since 2008, who worked with Bortone on his first two albums, is now a quintet/sextet.

‘No Land’s’ collective research process is built around contemporary jazz fueled by rock/pop sounds, psychedelic moods, echoes of drone music and electronics. The addition of the Rhodes piano significantly expands the sound range – to make the most out of it, Bortone reinvents himself as composer and player, developing a new approach to writing that also involves electronics, glockenspiel, and manipulated background voices – all of which allows him to create sounds he never explored before in his career as a leader. This is clear in tracks built on minimal electronic pads (‘Delta’, ‘Screens’); surrounded by darkness (‘Dumps’), developed on both acoustic and electronic sounds that either coexist (‘In Aliore Loco’) or layer up (‘Dumps’ finale).

The 10-track album is extremely varied: it includes energetic solos (‘Dougie Jones’, ‘Future/Past’, ‘Ichi Go Ichi E’), introspective breaks (‘Dumps’, ‘A Spectral Fairytale’, ’Volverse Lugar’), elaborated structures (‘Shapeshifter’, ‘Ichi Go Ichi E’), and even miniatures (‘Screens’, ‘Delta’).

Bortone takes the lead and never forgets about putting each member – and the band – in the spotlight: ‘Ichi Go Ichi E’ acts as a launch pad for Hoang’s alto sax and Lestra’s Rhodes; ‘Future/Past’ lays the ground for Diodati’s acid guitar and Tessier’s acrobatic drumming, while ‘A Spectral Fairytale’ and the ‘Shapeshifter’ solo develop two collective improvisations focused on texture and phrasing.

Contrast seems to be key in Bortone’s world – electronic vs. acoustic; long structures vs. brief episodes; unison vs. polyphony. It’s an idea he tries to fully examine, in order to understand what lies behind.

The album title ‘No Land’s’ is intentionally unclear, leaving this mystery to any future listener. On the cover art, a kid plays in a bare land. Freedom, not-belonging, a land of no one (or anyone?), a mystery – these elements in ‘No Land’s’ invite the listener to explore a audiovisual creation that evolves through 9 tracks, and is ideally summarized in the final ‘Volverse Lugar’ (“Turning into a place”).
 

Track List

01 Delta
02 Dougie Jones
03 FuturePast
04 In Aliore Loco
05 Dumps
06 Screens
07 Shapeshifter
08 A Spectral Fairytale
09 Ichi Go Ichi E
10 Volverse Lugar

Personnel

Antonin-Tri Hoang alto sax, bass clarinet, clarinet
Julien Pontvianne tenor sax, clarinet
Francesco Diodati electric guitar
Yannick Lestra Rhodes, synth, piano
Matteo Bortone basses, electronics, glockenspiel, vocals
Ariel Tessier drums

Recording Data

recorded at Studio Libretto in Antony, France
on March 8-9, 2020 by Enwan Boulay
produced by: Matteo Bortone
executive producer: Marco Valente
cover photo by: Bartolomeo Barenghi

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