View Dodicilune Profile Events

  • Jul

    05

    2017

    Angri, Italy

    Hangry Gallery

    Concerto ufficiale di presentazione5 luglio 2017c/o Hangry Gallery - Via Raiola, 29 - Angri (Sa)Facebook: @hangrygallery - Info 081.949839Esce il 29 giugno "Re: Bolling" il nuovo album del gruppo Home 4et. Un gruppo coeso e dalle idee chiare. L’Home 4tet è al suo esordio discografico per la Dodicilune. Stefano Saccone (flauto), Enzo Orefice (pianoforte e arrangiamenti), Marco De Tilla (contrabbasso e basso elettrico) e Lorenzo Petruzziello (batteria) sulle tracce di Claude Bolling: un omaggio al suo crossover, un progetto che ripropone le sue suite più suggestive, le interpretazioni dei grandi maestri che lo hanno accompagnato, con inaspettata freschezza e coerenza. Si apre all’improvvisazione e ai volumi spinti. Nessuna rinuncia però al pensiero narrativo del musicista francese. Tutto ritorna, le atmosfere anni Settanta, il swing più morbido, le contaminazioni classiche. Una veste nuova e originale per il carattere intramontabile di Bolling. A lui è dedicato l’album e la traccia della penna di Enzo Orefice.

  • May

    13

    2017

    Basel, Italy

    Atelier Isabel Bürgin, Klybeckstrasse 14A, 4056 Basel

    Esce il 13 maggio "Structuring the Silence", il nuovo progetto discografico del duo composto da Sergio Armaroli (Italia) e Fritz Hauser (Svizzera), entrambi compositori, vibrafonisti e percussionisti. Il progetto sarà presentato ufficialmente in concerto lo stesso giorno a Basilea presso "Atelier Isabel Bürgin" (Klybeckstrasse 14A, 4056 Basel).

  • May

    13

    2017

    Lecce, Italy

    Teatro Astragali

    Sabato 13 maggio (ore 21 - ingresso libero) il palco di Astràgali Teatro a Lecce ospita la presentazione ufficiale di (Donne), esordio discografico della chitarrista e cantante Chiara Papa, prodotto da Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali e distribuito dal 9 maggio in Italia e all’estero da IRD International Records Distribution e nei migliori store digitali.

    (Donne) è una raccolta di storie, un calderone di racconti che vengono dal passato e da terre lontane. Parole che sono incise nell'intimo di ognuno di noi. Sono voci di donne straordinarie, personificazioni di archetipi femminili (la Madre, la Guerriera, la Martire, l'Amante) che hanno segnato e continuano a segnare la storia universale, la vita di ogni essere umano. (donne) è un invito a sentire la realtà con tutti i sensi, per accorgersi che tutto l'Universo parla al femminile e che il femminile è in ogni cosa, in ognuno di noi: l'aria, la pioggia, la terra natìa, sono il respiro di due amanti, le lacrime di una martire, il ricordo di un amore lontano. Chiara Papa - che suona anche ukulele e dulcimer - propone nove brani tradizionali. Morenica, Hija Mia e Arvoles lloran por lluvia provengono dalla tradizione sefardita, Solnuska da quella russa, Moj e Bukura More è un brano arbëresh, Duerme Negrit proviene dall’Argentina, La Llorona dal Messico mentre La Dama d'Aragò ed El Testament d'Amelia sono due pezzi catalani.

    gratuito

  • Nov

    25

    2016

    ROMA, Italy

    ANTICO CIRCOLO TIRO AL VOLO, Via E. Vajna, 21 - 00197 Roma

    Venerdì 25 novembre (ore 19 - ingresso libero) il Antico Circolo Tiro Al Volo di Roma ospita il concerto di presentazione di Black Shop, disco d’esordio della giovane cantante leccese Letizia Onoratii affiancata dal pianista Paolo Di Sabatino (che ha curato gli arrangiamenti) e dalla violoncellista Giovanna Famulari. Prodotto dall’etichetta Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali, nella collana editoriale Koinè, distribuito da IRD International Records Distribution in Italia e all'estero e nei migliori store digitali, il disco contiene tredici brani firmati tra gli altri da Duke Ellington, Chick Corea, Miles Davis, Thelonious Monk riproposti con arrangiamenti orginali dal trio.Il cd è un viaggio sonoro che cronologicamente si svolge tra Softly as in a Morning Sunrise, un tema d’operetta datato 1928, e Black Shop, una canzone che Di Sabatino scrisse nel 2009 per Mario Biondi. «Nel mezzo una manciata di gemme, alcune pescate dal mare di Tin Pan Alley, altre dal golfo del jazz, tutte arrangiate nell’intima dimensione del duo o nella foggia cameristica del trio con violoncello», precisa nell’introduzione al disco il musicologo Luca Bragalini. «Preziosissime le ballad. These Foolish Things (che il jazz ha davvero iniziato ad amare quando Billie Holiday se ne prese cura nel 1936) è omaggiata da una lettura straordinaria così come la performance di Spring Can Really Hang You Up the Most, in cui Letizia Onorati scava con maturità un testo di grande fragilità, che è davvero toccante. Non meno riusciti i brani trascinanti come Joy Spring, in cui le note dello scat son scelte con gusto, Four, virato a samba, o Sweet and Lovely, la vecchia song del 1931, irriverentemente rovesciata in un avvincente gospel; in quest’ultimo titolo l’improvvisazione vocale si appoggia al passaggio al IV di battuta 5 dall’andamento blues per citare il classico Now’s the Time. Di interesse il quadruplo tributo al Duca con una Prelude to a Kiss in 6/8, una It Don’t Mean a Thing carica di groove, una Sophisticated Lady da cui svetta un ispirato solo di piano (misto di forza ritmica e attenta ricerca melodica) ed un inchino ad In a Sentimental Mood che è uno dei momenti più alti di questo disco», prosegue Bragalini. «Qui un severo arpeggio del violoncello ancorato alla scala minore naturale è lo scarno accompagnamento della prima esposizione del tema affidata alla voce; quando il pianoforte fa il suo ingresso nella seconda A il violoncello diventa improvvisamente lirico e cantabile: l’inclemente trenodia cangia in un romantico slow. L’interpretazione vocale è senza sforzo; la Coda, che spegne con delicatezza il capolavoro che Ellington scrisse nel 1935, è assolutamente commovente».venerdì 25 novembre - ore 19Circolo Antico Tiro a Volo, Via Eugenio Vajna 21 - RomaIngresso concerto libero - info e prenotazioni 3358423764A seguire cena 35 euro - info e prenotazioni 068082367www.anticotiroavolo.itDodicilune - Edizioni Discografiche & MusicaliVia Ferecide Siro 1/E - LecceTel: 0832.091231Mail: info@dodiciluneshop.it - press@dodicilune.it

    GRATUITO

  • Nov

    17

    2016

    Bari, Italy

    Kabuki Club - Piazzetta Frati Cappuccini, 1

    Giovedì 17 novembre (ore 21) il Kabuki di Bari ospita il concerto di presentazione di Black Shop, disco d’esordio della giovane cantante leccese Letizia Onorati, con il pianista Paolo Di Sabatino (che ha curato gli arrangiamenti) e la violoncellista Giovanna Famulari. Prodotto dall’etichetta Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali nella collana editoriale Koinè, distribuito da IRD International Records Distribution in Italia e all'estero e nei migliori store digitali, il disco contiene tredici brani firmati tra gli altri da Duke Ellington, Chick Corea, Miles Davis, Thelonious Monk riproposti con arrangiamenti orginali dal trio che il 25 novembre sarà in concerto anche a Roma (Circolo dell’Antico Tiro a Volo).

    Concerto + aperitivo € 25

  • Oct

    01

    2016

    Lecce, Italy

    Teatro Paisiello

    Sabato 1 ottobre esce in Italia e all’estero distribuito da Irde nei migliori store digitali, Black Shop disco d’esordio della giovane cantante leccese Letizia Onorati. Prodotto dall’etichetta Dodicilune nella collana editoriale Koinè, il disco sarà presentato ufficialmente nel giorno dell’uscita (ore 21 – ingresso libero) al Teatro Paisiello di Lecce. Black Shop contiene tredici brani firmati tra gli altri da Duke Ellington, Chick Corea, Miles Davis, Thelonious Monkriproposti dal trio che coinvolge con la cantante anche il pianista Paolo di Sabatino (che ha curato anche gli arrangiamenti) e la violoncellista Giovanna Famulari. Il tour di presentazione del disco toccherà anche le città di Bari (17 novembre - Kabuki) e Roma (25 novembre - Circolo dell’Antico Tiro a Volo).Un viaggio che cronologicamente si svolge tra Softly as in a Morning Sunrise, un tema d’operetta datato 1928, e Black Shop, una canzone che Di Sabatino scrisse nel 2009 per Mario Biondi. «Nel mezzo una manciata di gemme, alcune pescate dal mare di Tin Pan Alley, altre dal golfo del jazz, tutte arrangiate nell’intima dimensione del duo o nella foggia cameristica del trio con violoncello», precisa nell’introduzione al disco il musicologo Luca Bragalini. «Preziosissime le ballad. These Foolish Things (che il jazz ha davvero iniziato ad amare quando Billie Holiday se ne prese cura nel 1936) è omaggiata da una lettura straordinaria così come la performance di Spring Can Really Hang You Up the Most, in cui Letizia Onorati scava con maturità un testo di grande fragilità, che è davvero toccante. Non meno riusciti i brani trascinanti come Joy Spring, in cui le note dello scat son scelte con gusto, Four, virato a samba, o Sweet and Lovely, la vecchia song del 1931, irriverentemente rovesciata in un avvincente gospel; in quest’ultimo titolo l’improvvisazione vocale si appoggia al passaggio al IV di battuta 5 dall’andamento blues per citare il classico Now’s the Time. Di interesse il quadruplo tributo al Duca con una Prelude to a Kiss in 6/8, una It Don’t Mean a Thing carica di groove, una Sophisticated Lady da cui svetta un ispirato solo di piano (misto di forza ritmica e attenta ricerca melodica) ed un inchino ad In a Sentimental Mood che è uno dei momenti più alti di questo disco», prosegue Bragalini. «Qui un severo arpeggio del violoncello ancorato alla scala minore naturale è lo scarno accompagnamento della prima esposizione del tema affidata alla voce; quando il pianoforte fa il suo ingresso nella seconda A il violoncello diventa improvvisamente lirico e cantabile: l’inclemente trenodia cangia in un romantico slow. L’interpretazione vocale è senza sforzo; la Coda, che spegne con delicatezza il capolavoro che Ellington scrisse nel 1935, è assolutamente commovente».Letizia Onorati è una cantante leccese, classe 1992. La sua passione per la musica inizia sin da piccola e all’età di otto anni comincia a studiare canto con l’insegnante Elisabetta Guido. Ha studiato negli anni con importanti esponenti del panorama jazz nazionale e internazionale come Paolo Di Sabatino, Rachel Gould, Mark Sherman, Jerry Bergonzi, Francesco Petreni, Maria Laura Bigliazzi, Mauro Campobasso, Fabrizia Barresi, Bob Stoloff che la sceglie per una borsa di studio e Roberta Gamberini. È stata solista del coro gospel “A. M. Family” e ha partecipato al progetto “Le sacrè en musique” ideato da Elisabetta Guido e dalla manager internazionale della danza Sofia Capestro. Ha collaborato con le cantanti TiaArchitto e Barbara Errico (Italian Jazz Awards 2011) e con il pianista SergioCorbini (docente di piano - Siena Jazz). Attualmente partecipa a progetti con diverse formazioni. Da maggio 2015 avvia un percorso di perfezionamento con la “lady” del jazz Tiziana Ghiglioni. Giovanna Famulari è un’artista triestina, romana di adozione, violoncellista, diplomata presso il conservatorio di Trieste, pianista, cantante e attrice. Nelle sue più recenti esperienze teatrali e cinematografiche ha collaborato con Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Maddalena Crippa, Peter Stein, Massimo Venturiello ed altri. Intensa e ricca la sua attività musicale, infatti collabora stabilmente con Ron e Tosca (anche in veste di produttrice e arrangiatrice); ha inciso con Sony Classical “Verdi’s mood” di Cinzia Tedesco. Ha collaborato con Lenny White, Solomon Burke, Luca Barbarossa, Mimmo Locasciulli, Mogol e ha partecipato all’ultimo progetto discografico di Gegè Telesforo “FunSlowRide”. Ha suonato con Danilo Rea, Antonello Salis, Gabriele Choen, Gabriele Mirabassi, Stefano Sabatini, Pietro Iodice e molti altri. Vanta numerose partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive per la Rai con cui continua il sodalizio dal 1990. E’ stata protagonista di tournée in Europa ma anche in Argentina, Israele, Palestina, Tunisia, Algeria ecc. Vincitrice del premio “Pavoncella d’oro 2016 alla creatività femminile” per la versatilità dei linguaggi.Paolo Di Sabatino, pianista, compositore e arrangiatore. Nato a Teramo nel 1970, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte sotto la guida del padre e si diploma nel 1990 col massimo dei voti, la lode e la menzione speciale, presso il Conservatorio di Bari. Nel 1994, nello stesso Conservatorio, consegue il diploma di Musica Jazz. Dedicatosi esclusivamente al jazz si esibisce con varie formazioni a proprio nome dal “piano solo” all’ottetto. Ha partecipato a numerose trasmissioni radio-televisive (Radio Rai 1,2,3, Radio Capital, Rai News 24, Tg2, Domenica In, La7) e suonato in importanti clubs e festivals, tra i quali ricordiamo: Fano, Pescara, Pomigliano, Urbino, Festival pianistico del Gargano, Lignano, Foggia, Bergamo, Villa Celimontana, Cagliari, Veneto Jazz, Aosta, Ruvo di Puglia, Ai Confini tra Sardegna e Jazz; Lugo Jazz Festival, Salamanca Jazz Festival, Jazz Atlantico (Auditorio de Tenerife) (Spagna); Berlino, Amburgo, Oslo, Goteborg;  Tokyo, Osaka, Shizuoka (Giappone); Novo Mesto, Losanna, Minsk; Mosca, Kursk, Krasnodar, Arkhangelsk, Ekaterinburg, Nizhny Tagil, Nizhniy Novgorod, San Pietroburgo, Kovrov (Russia); Perelik (Bulgaria), Santiago, Chicureo e San Bernardo (Cile), Cordoba e Buenos Aires (Argentina).  TRACKLIST 1 - Softly, as in a morning sunrise (Sigmund Romberg, Oscar Hammerstein II)2 - Prelude to a kiss (Duke Ellington, Irving Gordon, Irving Mills)3 - Crystal silence (Chick Corea, Flora Purim)4 - These foolish things (Holt Marvell, Harry Link, Jack Strachey)5 - Four (Miles Davis, Jon Hendricks)6 - Joy spring (Clifford Brown, Jeira Kaye)7 - In a sentimental mood (Duke Ellington, Manny Kurtz, Irving Mills)8 - Ruby my dear (Thelonious Monk, Mike Ferro)9 - Spring can really hang you up the most (Tommy Wolf, Fran Landesman)10 - It don't mean a thing (Duke Ellington, Irving Mills)11 - Sophisticated lady (Duke Ellington, Mitchell Parish, Irving Mills)12 - Sweet and lovely (Gus Arnheim, Charles N. Daniels, Harry Tobias)13 - Black shop (Paolo Di Sabatino, Massimiliano Coclite, Mario Biondi) (P) 2016Dodicilune KNE0278033309690278  MUSICISTILetizia Onorati - vocePaolo Di Sabatino - pianoGiovanna Famulari - violoncelloTotal Time 50,25 

    free

  • Jun

    03

    2016

    Roma, Italy

    "Il Cantiere" • Via Gustavo Modena, 92

    Venerdì 3 giugno (ore 22:00) Il Cantiere in via Gustavo Modena 92 a Roma ospita la presentazione ufficiale di “Songs of yesterday, today and tomorrow” del novo progetto “Antonio Apuzzo Strike!”, prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei migliori store digitali. Strike! è, infatti, il nuovo ensemble - nato nel 2014 - guidato dal compositore, sassofonista e clarinettista Antonio Apuzzo. Un quintetto che vede la presenza di “vecchi” compagni di avventure musicali come il contrabbassista Sandro Lalla (“Ibrido Hot X ” e “Orselli Apuzzo Lalla Trio”) e il percussionista Luca Bloise (“Ibrido Hot X”), e “nuovi”, come la cantante Costanza Alegiani (da segnalare il suo recente “Fair is foul and foul is fair”) e il batterista Michele Villetti (attivo tra l’altro con il suo lavoro “Masileyo”). La musica del gruppo si muove tra composizioni originali di Apuzzo, in bilico tra “free forms”, canzoni allargate, blues e “spirituals” futuribili su testi del grande poeta gallese Dylan Thomas e della poetessa italiana Jolanda Insana, songs di Ornette Coleman e Charles Mingus, e brani tratti dal songbook della band progressive rock britannica Gentle Giant.Altre info sul disco suhttp://www.dodiciluneshop.it/dettagli.asp?sid=54066021720160524095405&idp=212&categoria=1

  • May

    21

    2016

    Roma, Italy

    Le Rane di Testaccio

    Concerto di presentazione del disco "Il Lato Vulnerabile" uscito il 21 aprile scorso per la linea editoriale Koinè di Dodicilune.Dieci brani inediti che confermano il talento della Paoli, pianista, cantante, autrice dei testi e delle musiche. Dopo il progetto discografico "Profumo di jazz" (2010) e dopo il brano “You don’t know what love is”, eseguito in duetto con il sassofonista Gian Piero Lo Piccolo, inserito in “Hunger and love”, doppio cd tributo per i cento anni dalla nascita di Billie Holiday, prosegue con questo nuovo e intenso disco la collaborazione tra l’etichetta pugliese e l’artista ligure. “Il lato vulnerabile” propone brani - con testi in italiano, inglese e portoghese - più intimi e jazz che convivono con sonorità più moderne ed europee, tempi dispari e ballate. Elga Paoli, sempre alla ricerca  di una sintesi espressiva personale e intensa, sembra con questo disco volersi smarcare da una collocazione precisa, sfuggendo all’etichetta del cantautorato classico per cercare ancora nuove strade.Nei brani è affiancata da Gian Piero Lo Piccolo al sax e al clarinetto, dai contrabbassisti Daniele Basirico e Francesco Puglisi, da Simone Federicuccio Talone alle percussioni e da Alessandro Marzi alla batteria. Tra gli ospiti Tony Loderini alla fisarmonica in “Quando non ci son parole”, Gian Battista Gioia che impreziosisce con la sua tromba “Le regole del gioco” e “No Woman’s Land”, brano dedicato a tutte le vite interrotte dal femminicidio, che ospita anche l’inciso rap della solista americana Joy Garrison. Nel brano che dà il titolo al disco, infine, la Paoli duetta tra italiano e il portoghese con Umberto Vitiello.Elga Paoli è una cantautrice "anomala", un’artista dal percorso variegato e curioso. Inizia giovanissima ottenendo un contratto con la storica etichetta Rca. Si esibisce a teatro con Pandemonium e Gigi Proietti e, a soli vent’anni, approda al festival di Sanremo. Incide un disco mai uscito in cui si avvale della collaborazione di Roberto Gatto, Maurizio Gianmarco, Danilo Rea. Nel 1994 incide “Colpi di gonna” (Ala Bianca/CGD) dal quale Vincenzo Mollica seleziona “Ultimo ballo” come sigla della trasmissione Prisma in onda su Rai1. Nel corso della sua carriera si è esibita due volte al Premio Tenco, al Festival di Recanati, al Montreux Jazz Festival (come tastierista e vocalist nel gruppo di Tony Esposito), Controcanto e in numerosi locali italiani e internazionali incrociando la propria strada, tra gli altri, con Enrico Pierannunzi, John Taylor, Kenny Werner (in occasione dello stage a Siena Jazz), Stefano Battaglia. Figlia d'arte, il padre pianista e la madre cantante, diplomata in Piano jazz alla “Saint Louis College of music”, ha nel cuore la musica di Coltrane, Baker, Evans, Jarrett. Nel 2009 pubblica "Profumo di jazz”, un disco di brani originali, prodotto da Dodicilune.  

  • May

    11

    2016

    Vicenza, Italy

    Rassegna VICENZA JAZZ, presso "Bocciodromo Jazz Club", Via Rossi 198, Vicenza

    Concerto di presentazione ufficiale del disco "Sguardo a Sud-Est"Da mercoledì 11 maggio sarà in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei migliori store digitali, “Sguardo a Sud-Est”, nuovo lavoro discografico del pianista e compositore Emanuele Tondo, prodotto dall’etichetta Dodicilune. Il disco sarà presentato ufficialmente in concerto all'interno della prestigiosa Rassegna "Vicenza Jazz" lo stesso 11 maggio con inizio alle ore 20,00 presso il "Bocciodromo Jazz Club" sito in Via Rossi 198 . Qui maggiori info e il programma completo: http://www.vicenzajazz.org/it/programma.php/11Qui maggiori info sulla produzione discografica 

  • Dec

    28

    2015

    Roma, Italy

    Cotton Club

    Comunicato stampa


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    GABRIEL OSCAR ROSATI AL COTTON CLUB DI ROMA
    Lunedì 28 dicembre il compositore, trombettista, trombonista, vocalist italo - brasiliano con BraziLatAfro Project  sul palco del prestigioso locale della Capitale - nell'ambito della rassegna "Jazzit Presents..." - proporrà i brani di "Live at the Philarmonic Hall in Arad”, prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune e distribuito in Italia e all'estero da IRD e nei migliori store digitali.

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    Lunedì 28 dicembre (ore 22 - info www.cottonclubroma.itGabriel Oscar Rosati torna a suonare a Roma con il progetto BraziLatAfro Project  per presentare i brani di "Live at the Philarmonic Hall in Arad”, prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune e distribuito in Italia e all'estero da IRD e nei migliori store digitali.

    Si tratta del settimo album in quasi vent’anni dalla fondazione di questo progetto ideato dal compositore, trombettista, trombonista, vocalist italo - brasiliano che nell’occasione parlerà anche del suo ultimo libro didattico "Songbook" con 4 cd allegati (Music Minus One, New York). Quella romana sarà un’occasione unica per ascoltare il suo samba-funk, olodum e ritmi afro-cubani. Gabriel Oscar Rosati sarà accompagnato dal pianista cubano Leonardo Marquez, dal batterista Giancarlo Aru, dal percussionista colombiano Valentino Eraso Ricaurte e dal bassista Renato Gattone. Dal 1995, a Las Vegas, dopo numerose collaborazioni e gruppi ispirati al jazz-latino, brasiliano, caraibico e sud americano in genere, Rosati ha dato vita al concetto di assimilare in una sola formazione ritmi e musicisti dal Brasile a Cuba, dall’Argentina al Messico, Portorico ed Antille. Il tutto ovviamente con materiale originale e dal “sound” elettrico, moderno e aggressivo. Nel 1999, il gruppo, appare in copertina della rivista americana “Jazz Player” con un cd di brani originali. Nel 2010, Gabriel è tra le nomination come Best jazz agli “Orange County Music Awards” in California. Tra il 2011 e il 2013, Gabriel impegnato nel nord Europa con varie date e festival si avvale della collaborazione dei musicisti presenti in questo lavoro discografico frutto di un concerto ad Arad in Romania. Nel corso degli anni ha suonato con Santana, Gegg Allman, Tito Puente Jr, san Francisco All Star, Perez Prado All Star, Ismael Miranda, Lebron Bros, Sonora Dinamita, Os Originais do Samba, Boca Nervosa, Bocato, Rique Pantoja, registrando con John Lee Hooker e video per la Capitol Records (con il rapper colombiano Baby Face). Ulteriori info su Ijm.it

    L’etichetta salentina Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime etichette discografiche italiane (dati 2010/2014). Dispone di un catalogo di oltre 180 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 400 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore. I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc).

    Cotton Club
    via Bellinzona, 2
    00198 Roma
    info@cottonclubroma.it
    Info 0697615246 - 0685352527

    Dodicilune - Edizioni Discografiche & Musicali
    Via Ferecide Siro 1/E - Lecce
    Tel: 0832.091231
    info@dodiciluneshop.it - press@dodicilune.it

    Ufficio stampa Dodicilune
    Società Cooperativa Coolclub
    Piazza Giorgio Baglivi 10, Lecce
    ufficiostampa@coolclub.it - 0832303707
    Pierpaolo Lala - pierpaolo@coolclub.it - 3394313397
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  • Oct

    24

    2015

    Mola di Bari (Ba), Italy

    Dal Canonico Eventi

    Concerto ufficiale di presentazione del disco dal titolo "Radio Interference" composto e arrangiato da Vito "Forthyto" Quaranta, prodotto dall'etichetta Dodicilune e distribuito da IRD.

    Con:

    Vito "Forthyto" Quaranta (chitarre, voce), Giorgio Vendola (contrabbasso), Mimmo Campanale (batteria) FEATURING Antonello Salis (fisarmonica), Arup Kanti Das (tabla), Andrea Sabatino (tromba) 

  • Oct

    08

    2014

    Rome, Italy

    Auditorium di Roma, Teatro Studio Borgne

    Um Brasil diferente è il titolo del nuovo progetto discografico del clarinettista Gabriele Mirabassi e del chitarrista Roberto Taufic, prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune e distribuito in Italia e all’estero da IRD. Il disco sarà presentato mercoledì 8 ottobre (data dell’uscita ufficiale) con un concerto nel Teatro Studio dell’Auditorium di Roma, Teatro Studio Borgne.

    Due viaggi in direzione opposta, un'andata e un ritorno che si incrociano a mezza strada: così si potrebbe definire l'incontro tra i due musicisti. Mirabassi scopre il Brasile una decina d'anni fa e da allora lo frequenta con tanta assiduità da farlo diventare un punto di riferimento centrale della sua esperienza umana e musicale. Taufic è partito da Natal, nel nord-est del Brasile, da ragazzo alla volta dell'Italia, dove in qualche modo ha compiuto il percorso inverso, lasciando che l'atteggiamento europeo nei confronti del jazz fecondasse la sua atavica lingua musicale. Da qui nasce "Um Brasil diferente", la rilettura di un repertorio di canzoni e pezzi strumentali di varie epoche che hanno in comune l'aver rappresentato il suono di generazioni intere di brasiliani (Jongo de compadres, As Rosas Não Falam, Quem te viu, quem te vê, Desalento, Violão Vadio, Tempo feliz, Desprezado, Noite e Suburbano Coração), alle quali si aggiungono composizioni originali (O mar nos teus olhos, Maxixando e Valsinha pra Duda di Taufic e Arrivederci e grazie di Mirabassi) sempre legate a doppio filo all'idea dello sguardo da lontano, cercando quella prospettiva e quella nitidezza di visione che si guadagna solo allontanandosi dall'oggetto guardato. Un Brasile profondo, identitario oggetto di rispetto e affetto, visto da un angolo peculiare, che i due protagonisti hanno scoperto di avere in comune a questo punto dell'andata dell'uno e del ritorno dell’altro.

    “Nato in Honduras da genitori Palestinesi, cresciuto in Brasile tra samba, Elvis Presley, cucina araba, rodas de Choro, rock e Luiz Gonzaga ed approdato in Italia nei primi anni 90, quando si suonava ancora la bella musica popular Brasileira nei locali e quando ho iniziato ad avere la possibilità de collaborare con musicisti ed artisti Italiani e di diversi paesi, il mio modo di suonare il Brasil non poteva che essere Diferente”, sottolinea nella sua introduzione al disco Roberto Taufic. “È stato molto bello e stimolante incontrare ad un certo punto Gabriele, che avendo fatto un percorso contrario al mio, si è immerso totalmente nel Brasile dei grandi compositori con l'atteggiamento di un bimbo che conosce dei nuovi amici. Il nostro disco diventa così il punto di incontro dei due strumenti, la chitarra brasiliana ed il clarinetto jazz e classico”.

    “Pur essendo nato cresciuto e sempre vissuto tra le colline umbre, quel clarinetto che mi sono trovato prestissimo tra le mani ha rappresentato da subito una straordinaria opportunità di andare incontro al mondo”, precisa Gabriele Mirabassi. “Non solo continua a portarmi in giro per tutti i continenti, ma soprattutto mi regala continuamente l'impagabile privilegio di fare incontri straordinari. Questo nostro pianeta infatti nasconde (ma solo a chi non vuole nemmeno fare il piccolo sforzo di stare con occhi e orecchi aperti) un tesoro infinito di musiche meravigliose. E dietro ogni musica c'è gente altrettanto meravigliosa che se ne prende cura, chi suonando, chi cantando o danzando, chi "semplicemente" ascoltando”.

  • Jun

    12

    2014

    Lecce, Italy

    Teatro Romano, Lecce

    "Il disco è un percorso sui luoghi ancestrali e mitici della cultura vocale, sui tòpoi del Salento e della Puglia primitivi, sulla tradizione vocale che muove in transizione verso suggestioni nuove e che si collega idealmente al Fado portoghese, ma anche allo stornello romano", sottolinea Eraldo Martucci nell'introduzione a Malìe. "La fascinazione del primo elemento strumentale, la voce, e della sua capacità di trasmettere oralmente tradizioni, dinamiche, favole, sogni. La centralità dell’elemento vocale impone di spogliarsi da ogni orpello, alla ricerca di una essenzialità primigenia: in tal senso la voce lega con i mantici di una fisarmonica, in pochi contrappunti con altri strumenti, dove la dimensione del duo prevale su scelte forse più ricche ma meno vere. Rachele Andrioli, con la sua eccezionale ricchezza timbrica e con un’espressività mai ostentata ed affidata sempre al canto, percorre i luoghi rurali della sua terra non nascondendo le sue influenze bizantine, richiamando il senso della musica come espressione di socialità", continua il critico. "Musica cioè nella quale l’uso della voce come nenia funebre, come accompagnamento di cerimonie, nascite, matrimoni, preghiere torna ad esprimere la propria centralità, affiancata in questo caso dalla fisarmonica straordinaria di Rocco Nigro. Una musica che dunque va oltre l’intrattenimento per diventare piuttosto potere visionario e vibrante, e con immaginazioni interiori più potenti, come testimonianza appunto di quella dimensione ancestrale che vive ancora oggi. Una musica dalla natura comunicativa più profonda, nascosta e che rivela il suo ruolo essenziale come archetipo di tutti i nostri comportamenti. Il duo, formula mutuata dalla musica colta ma perfettamente attinente anche a quella popolare, muove da esperienza radicata in più di un triennio sul territorio, fino ad arrivare ad un franco successo di pubblico anche oltre il territorio. Forti di tali esperienze sul campo, i due musicisti riescono a creare unisono tra il respiro della voce e quello del mantice della fisarmonica che la sostiene, in un gioco fascinoso di … malìe”.

    € 5,00

  • Sep

    21

    2013

    Bari, Italy

    Teatro Forma

    Venerdì 20 e sabato 21 settembre al Teatro Paisiello di Lecce e al Teatro Forma di Bari, la cantante Elisabetta Guido presenta “Let your voice dance”, nuovo progetto discografico prodotto da Koinè by Dodicilune e distribuito da IRD.

    Sono già attive le prevendite a Lecce presso Castello Carlo V, Youm e Clinica dell'Accendino; a Bari presso Teatro Forma e Centro Musica. Info e prenotazioni: 329/2151919 - ormaservice@alice.it

    NOTE DI PRESENTAZIONE DEL DISCO
    Questo cd nasce “da un intento eminentemente egoistico, quello di esser parte di una dream band con alcuni dei miei musicisti preferiti e con un progetto che potrei definire "corale", in cui cioè la voce non fosse in evidenza, come solitamente avviene, ma avesse una sonorità tale da mescolarsi ed amalgamarsi con gli strumenti”, sottolinea Elisabetta Guido. La cantante è affiancata, infatti, da Mauro Campobasso (che cura gli arrangiamenti, la direzione musicale e suona le chitarre) e da numerosi musicisti che si alternano negli undici brani: Marco Tamburini (tromba), Javier Girotto (sax soprano e baritono), Roberto Ottaviano (sax soprano e tenore), Raffaele Casarano (sax alto e soprano e live electronics), Barbara Errico (voce), Paolo di Sabatino (piano), Mirko Signorile (piano e fender Rhodes), Marco Bardoscia (basso acustico ed elettrico), Luca Bulgarelli (bass synth), Alessandro Monteduro (percussioni), Marcello Nisi (batteria), Erica Scherl (violino), Carla Petrachi e Anita Tarantino (cori) e Maurizio D'Anna (voce recitante),

    I brani inediti sono tutti nati originariamente per strumento. Solo in un secondo momento sono stati aggiunti i testi realizzati dalla stessa Guido (che firma anche la musica di un brano), da Marta Raviglia o Maurizio D’Anna, senza modificare minimamente i temi melodici scritti da Mauro Campobasso, Paolo di Sabatino, Mauro Manzoni e dalla cantante. Gli arrangiamenti e la direzione musicale è affidata, come detto, a Mauro Campobasso. “Parlare con lui del suo concetto molto moderno di jazz, ascoltare i suoi ultimi lavori, sapere della sua decennale esperienza di accompagnamento di cantanti mi hanno pian piano sempre più convinto a coinvolgerlo nella realizzazione di un mio nuovo cd, cosa a cui pensavo da tempo. La sua fantasia, la sua capacità di osare al di là dei classici schemi del jazz, la sua apertura verso la contaminazione sono stati fondamentali per decidere di affidargli gli arrangiamenti. Peraltro per la maggior parte si tratta di sue composizioni”, sottolinea la cantante. “La direzione musicale di Mauro ha permesso peraltro una grande libertà da parte di tutti i musicisti di esprimersi, anche proponendo modifiche estemporanee che permettevano loro di migliorare la loro performance o la riuscita generale dei brani”.

    Le due cover “Tango” di Ryuichi  Sakamoto e “Fronteras” di Roberto Darwin sono state scelte dalla Guido, da sempre affascinata dal canto in lingua spagnola. “Equilibrista” è, invece, un brano di Alfredo Impullitti (con l’aggiunta di un testo della Guido), pianista e compositore scomparso nel 2002 che, nonostante la giovane età, ha lasciato una traccia indelebile nel jazz italiano.

    “Elisabetta è persona dolce e attenta” scrive nelle note di copertina Roberto Ottaviano. “Lavorare con lei è stato come ritrovare un ambiente familiare in cui ho potuto tirar fuori senza difficoltà alcuni elementi del mio carattere musicale senza costrizioni, senza vincoli, stabilendo un’immediata intesa con il colore della sua vocalità. Questo è ciò che ci si aspetta quando si deve entrare in sintonia con un cantante, ed Elisabetta ci ha messo tutti a nostro agio, raccogliendo ogni nostra esigenza e facendo in modo di armonizzarla con la sua personalità. Ed ecco che mentre ognuno di noi sperimentava il modo di offrire il migliore contributo al suo lavoro, lei ci danzava intorno con la voce”.

    Musicisti
    Elisabetta Guido, voce
    Mauro Campobasso, chitarre e arrangiamenti
    Marco Tamburini,  tromba
    Javier Girotto, sax soprano e baritono
    Roberto Ottaviano, sax soprano e tenore
    Raffaele Casarano, sax alto e soprano e live electronics
    Barbara Errico e Maurizio D'Anna, voce
    Paolo di Sabatino, piano
    Mirko Signorile, piano e fender Rhodes
    Marco Bardoscia, basso acustico ed elettrico
    Luca Bulgarelli, bass synth
    Alessandro Monteduro, percussioni
    Marcello Nisi, batteria
    Erica Scherl, violino
    Carla Petrachi e Anita Tarantino, cori

  • Sep

    20

    2013

    Lecce, Italy

    Teatro Paisiello

    Venerdì 20 e sabato 21 settembre al Teatro Paisiello di Lecce e al Teatro Forma di Bari, la cantante Elisabetta Guido presenta “Let your voice dance”, nuovo progetto discografico prodotto da Koinè by Dodicilune e distribuito da IRD.Sono già attive le prevendite a Lecce presso Castello Carlo V, Youm e Clinica dell'Accendino; a Bari presso Teatro Forma e Centro Musica. Info e prenotazioni: 329/2151919 - ormaservice@alice.itNOTE DI PRESENTAZIONE DEL DISCOQuesto cd nasce “da un intento eminentemente egoistico, quello di esser parte di una dream band con alcuni dei miei musicisti preferiti e con un progetto che potrei definire "corale", in cui cioè la voce non fosse in evidenza, come solitamente avviene, ma avesse una sonorità tale da mescolarsi ed amalgamarsi con gli strumenti”, sottolinea Elisabetta Guido. La cantante è affiancata, infatti, da Mauro Campobasso (che cura gli arrangiamenti, la direzione musicale e suona le chitarre) e da numerosi musicisti che si alternano negli undici brani: Marco Tamburini (tromba), Javier Girotto (sax soprano e baritono), Roberto Ottaviano (sax soprano e tenore), Raffaele Casarano (sax alto e soprano e live electronics), Barbara Errico (voce), Paolo di Sabatino (piano), Mirko Signorile (piano e fender Rhodes), Marco Bardoscia (basso acustico ed elettrico), Luca Bulgarelli (bass synth), Alessandro Monteduro (percussioni), Marcello Nisi (batteria), Erica Scherl (violino), Carla Petrachi e Anita Tarantino (cori) e Maurizio D'Anna (voce recitante),I brani inediti sono tutti nati originariamente per strumento. Solo in un secondo momento sono stati aggiunti i testi realizzati dalla stessa Guido (che firma anche la musica di un brano), da Marta Raviglia o Maurizio D’Anna, senza modificare minimamente i temi melodici scritti da Mauro Campobasso, Paolo di Sabatino, Mauro Manzoni e dalla cantante. Gli arrangiamenti e la direzione musicale è affidata, come detto, a Mauro Campobasso. “Parlare con lui del suo concetto molto moderno di jazz, ascoltare i suoi ultimi lavori, sapere della sua decennale esperienza di accompagnamento di cantanti mi hanno pian piano sempre più convinto a coinvolgerlo nella realizzazione di un mio nuovo cd, cosa a cui pensavo da tempo. La sua fantasia, la sua capacità di osare al di là dei classici schemi del jazz, la sua apertura verso la contaminazione sono stati fondamentali per decidere di affidargli gli arrangiamenti. Peraltro per la maggior parte si tratta di sue composizioni”, sottolinea la cantante. “La direzione musicale di Mauro ha permesso peraltro una grande libertà da parte di tutti i musicisti di esprimersi, anche proponendo modifiche estemporanee che permettevano loro di migliorare la loro performance o la riuscita generale dei brani”. Le due cover “Tango” di Ryuichi  Sakamoto e “Fronteras” di Roberto Darwin sono state scelte dalla Guido, da sempre affascinata dal canto in lingua spagnola. “Equilibrista” è, invece, un brano di Alfredo Impullitti (con l’aggiunta di un testo della Guido), pianista e compositore scomparso nel 2002 che, nonostante la giovane età, ha lasciato una traccia indelebile nel jazz italiano. “Elisabetta è persona dolce e attenta” scrive nelle note di copertina Roberto Ottaviano. “Lavorare con lei è stato come ritrovare un ambiente familiare in cui ho potuto tirar fuori senza difficoltà alcuni elementi del mio carattere musicale senza costrizioni, senza vincoli, stabilendo un’immediata intesa con il colore della sua vocalità. Questo è ciò che ci si aspetta quando si deve entrare in sintonia con un cantante, ed Elisabetta ci ha messo tutti a nostro agio, raccogliendo ogni nostra esigenza e facendo in modo di armonizzarla con la sua personalità. Ed ecco che mentre ognuno di noi sperimentava il modo di offrire il migliore contributo al suo lavoro, lei ci danzava intorno con la voce”.MusicistiElisabetta Guido, voceMauro Campobasso, chitarre e arrangiamentiMarco Tamburini,  tromba Javier Girotto, sax soprano e baritonoRoberto Ottaviano, sax soprano e tenoreRaffaele Casarano, sax alto e soprano e live electronicsBarbara Errico e Maurizio D'Anna, vocePaolo di Sabatino, pianoMirko Signorile, piano e fender RhodesMarco Bardoscia, basso acustico ed elettricoLuca Bulgarelli, bass synthAlessandro Monteduro, percussioniMarcello Nisi, batteriaErica Scherl, violinoCarla Petrachi e Anita Tarantino, cori

  • Sep

    15

    2013

    Lecce, Italy

    Atrio dei Teatini

    Domenica 15 settembre (ore 21.00 - 12 euro, info e prevendite 0832246517) nell'ambito del festival Salento Classica, l’Orchestra Sinfonica “Tito Schipa”, diretta da Pasquale Corrado, proporrà i brani del nuovo progetto discografico prodotto dall’etichetta Dodicilune e distribuito da IRD.

    Il cd, promosso con il sostegno di Puglia Sounds Records - PO Fesr Puglia 2007/20013 Asse IV - Investiamo nel vostro futuro, contiene “Le voci della terra”, una composizione del compianto musicista, arrangiatore e produttore Piero Milesi (scomparso nel 2011) e i due brani Artéteka e Txalapàrta di Ivan Fedele, da quest'anno direttore artistico dell'Orchestra Schipa. Nel corso della serata, alla quale prenderanno parte anche i parenti di Milesi, sarà proiettato un breve video (montaggio di Silvio Cantoro) che "racconta" l'esperienza del compositore alla Notte della Taranta nel 1999 e nel 2001, come direttore artistico, e nel 2007, ospite dell'orchestra diretta da Mauro Pagani.

    Chiamato a rileggere il repertorio della tradizione salentina e a produrre un progetto originale, Piero Milesi nell’agosto del 2001, durante il Concertone finale diede vita ad un dialogo inedito tra la tradizione popolare e la musica colta. Quest’operazione di contaminazione tra generi musicali sfociò, di lì a poco, nella composizione de Le voci della Terra, brano simbolo di quella che sarà ribattezzata con il nome di “Pizzica Sinfonica”. Il patrimonio sonoro, legato alla semplice trasmissione orale e ad una pratica strumentale quasi istintiva, venne così raccolto da Milesi all’interno della più varia e complessa trama timbrica orchestrale.

    Negli otto movimenti di cui si compone il brano, è la musica a prevalere. Una musica antica e moderna al tempo stesso che, con i suoi ritmi trascinanti, accompagna la danza delle “tarantolate”, ma che da sempre scandisce anche il laborioso operare di un popolo visceralmente legato alla terra. Ogni dettaglio, in questa partitura musicale, richiama infatti alla memoria luoghi e atmosfere di un passato non dimenticato, anzi presente. Prende le sembianze di volti di donna, sofferenti, rigati di sudore ed emaciati – perché il sole qui non perdona – ma dagli occhi vivi, profondi e lucenti, in attesa di un guizzo che le riporti alla vita, alla libertà. L’esclusivo suono di un tamburello regala, al consueto organico sinfonico, il gusto seducente e coinvolgente della pizzica. In un linguaggio musicale aperto alle più disparate influenze, da quella minimalista a quella pop, passando per brevi accenni ai ritmi puntati tipici della musica jazz, Milesi gioca molto sui rimandi proprio per creare un accordo, quanto più armonioso e mai stridente, tra l’ambito classico e quello popolare. Anche la scelta degli otto movimenti non sembra casuale, anzi si colloca perfettamente in questo continuo richiamo. Quasi volesse cadenzare la sua composizione come una sinfonia, Milesi la suddivide in movimenti, ma in numero doppio rispetto al tradizionale, elaborando così una struttura in otto parti. Nello svolgersi sonoro dell’esteso brano, il ritmo ossessivo del calpestare i piedi per terra, del muoversi a suon di musica in una danza ipnotica, trait d’ della composizione, acquista sempre più forza, fino a sfociare in una vorticosa cadenza conclusiva del tamburello, che scioglie finalmente l’incantesimo.

    Il 12 aprile 2002, nel gremito Teatro Politeama Greco di Lecce, l’Orchestra Sinfonica ICO “Tito Schipa” diretta da Vito Clemente per la prima volta diede corpo sonoro a questa composizione di Piero Milesi, l’architetto dei suoni dal sorriso bonario (note a cura di Laura Abbatino).

    Artéteka è una parola che in dialetto salentino significa “irrequietezza”, “stato d’animo perennemente eccitato”: il pezzo si basa infatti su un movimento di danza in 12/8 tipico della “pizzica” (ovvero “il morso della taranta”). Su questo continuo, innervato dal ritmo incessante di una “tammorra” a sonagli alla quale vengono affidati anche alcuni passaggi solistici di carattere improvvisativo, si dipana una danza “metafisica” che trova nel progressivo crescendo timbrico e sonoro la sua soluzione formale sino a raggiungere un’apoteosi in cui tutta l’orchestra è chiamata a esaltare il senso dionisiaco della danza stessa. Questo breve pezzo è il primo di una serie d’ispirazione etnica che prenderà in considerazione le culture musicali europee meno conosciute, con l’idea di coniugare il suono di uno strumento etnico con quello di un’orchestra sinfonica.

    Se in Artéteka protagonista è la “tammorra”, in Txalapàrta è proprio lo strumento che dà il nome alla composizione a condurre il filo di una pulsazione/tensione ritmica che trova nell’orchestra ora momenti di mimesi, ora moltiplicazioni poliritmiche, e finalmente un contesto armonico in cui le molteplici intonazioni delle assi di legno di questo strumento trovano un ambiente di risonanza che ne prolunga ed esalta il suono. È un pezzo di grande energia in cui sono presenti due momenti cadenzali, anche in omaggio alla tradizione eminentemente orale della pratica strumentale della “txalapàrta”, che si snodano su un ritmo di 4/4 continuamente insidiato da accenti sincopati che ne costellano il divenire. In questa registrazione viene eseguita la versione per due marimbe appositamente pensata per l'Orchestra Tito Schipa di Lecce (note a cura di Sabrina Santoro).

    € 12,00

  • Apr

    12

    2013

    Lecce, Italy

    Teatro Politeama Greco

    Paul McCandless - oboe, sax soprano
    John Taylor - piano
    Pierluigi Balducci - basso elettrico
    Michele Rabbia - batteria, percussioni

    12 aprile 2013
    Teatro Politeama Greco, Lecce

    www.politeamagreco.it 

    Un concerto d'eccezione. Composizioni 'visionarie' per un quartetto d’eccellenza.

     

    Tutti i colori del cielo, in una cosmografia intensa, che alle trame di un’immaginaria visione del paradiso intreccia le sfumature della Luce, con i suoi lunghi raggi, trasparenti ed eterei.

     

    Firma il progetto originale il bassista Pierluigi Balducci accanto ad alcuni tra i più grandi nomi del jazz mondiale. Sogni raccontati con le note, composizioni visionarie da ascoltare ad occhi chiusi, finestre verso un “altrove” fatto di suoni e silenzi.

     

    Tanto il grande pianista inglese, quanto lo storico oboista-sopranista americano (per la prima volta insieme in studio e dal vivo) e il geniale percussionista piemontese sembrano assecondare a meraviglia l'intenzione dichiaratamente 'romantica' del leader. Un lavoro dall'indubbia capacità di suggestione e dal forte impatto evocativo, vincitore dei bollini di qualità delle due maggiori riviste italiane di jazz: Jazzit e Musica Jazz.

     

    Pierluigi Balducci, bassista e compositore classe '71, si è esibito in numerosi festival e jazz clubs in tutta Italia e in tutta Europa. È attualmente co-leader della formazione Nuevo Tango Ensamble, tra le più significative formazioni europee di tango-jazz. Ha pubblicato a suo nome ben sei album da leader al basso elettrico. Le riviste Jazzit e Jazzmagazine hanno dedicato ampie interviste imperniate sulla sua attività di bandleader e compositore, mentre il recente Jazzit Award lo ha incluso nella top ten dei migliori bassisti elettrici italiani sia nel 2010 che nel 2011. Ha registrato performance live per l'emittente nazionale tedesca Bayerischer Rundfunk e per Rai Radio Tre Fahrenheit. È l'autore della colonna sonora del film “A ma soeur” di Catherine Breillat.

     

    Paul McCandless, storico fiatista e compositore americano, è uno dei fondatori del gruppo degli Oregon nel 1971 insieme a Ralph Towner, Glen Moore, and Collin Walcott. Uno dei pochissimi oboisti di jazz al mondo, anche polistrumentista (sax soprano, corno inglese, sopranino, clarinetto e clarinetto basso). Innumerevoli le sue collaborazioni con tutti i grandi del jazz moderno come Jaco Pastorius, Carla Bley, Wynton Marsalis, Lyle Mays, Pat Metheny, Mark Isham, Steve Reich, Al Jarreau e molti altri.

     

    John Taylor, storico pianista britannico, fondatore nel 1977 dello storico gruppo degli Azimuth, con Norma Winstone e Kenny Wheeler. Considerato uno dei più creativi e poliedrici pianisti del jazz moderno, dotato di incredibile senso lirico e ritmico, caposcuola e riferimento delle nuove generazioni, ha collaborato con tutti i grandi del jazz quali Jan Garbarek, Enrico Rava, Gil Evans, Lee Konitz, Charlie Mariano, Maria Pia De Vito, Ralph Towner, Charlie Haden.

     

    Michele Rabbia, percussionista e batterista creativo e innovativo, famoso per l'uso di strumenti atipici nel suo percorso di esplorazione del mondo dei suoni. Ha collaborato con tutti i grandi del jazz mondiale come Antonello Salis, Charlie Mariano, Stefano Battaglia, Dominique Pifarely, Paul McCandless, Michel Portal, Enrico Pieranunzi, Michel Godard, Rita Marcotulli, Andy Sheppard, Eivin Aarset, Sainkho Namtchylak, John Tchicai, Bruno Chevillon e molti altri.

     

    "Blue from Heaven" è una produzione DODICILUNE, distribuzione IRD.

     

    DODICILUNE fondata nel 1996 è riconosciuta dal JAZZIT AWARD tra le prime tre etichette discografiche italiane (dati 2010, 2011, 2012). www.dodiciluneshop.it

    intero 15 - ridotto 12

  • Feb

    27

    2013

    Milano, BlueNote, Italy

    JACOPO PIERAZZUOLI &The Kings of Fire @ BlueNote Milano

    27 Febbraio @ Bluenote Milano ore 21:00Ci sarà la presentazione del nuovo disco di Jacopo Pierazzuoli "Almost Jazz" prodotto da DODICILUNE Edizioni Musicali.www.bluenotemilano.com/evento/jacopo-pie­razzuoli-the-kings-of-fire-almost-jazz/JACOPO PIERAZZUOLI Batteria e percussioni/ DirettoreACHILLE SUCCI Sax alto/Clarinetto bassoSILVIA BOLOGNESI ContrabbassoCARLOTTA LIMONTA VoceMusicisti con percorsi diversi che, passando dal Jazz al rock piu alternativo all'elettronica, si incontrano su un terreno comune che è quello del jazz contemporaneo e dell'improvvisazione. Nasce un sound energico, a tratti crudo ma che tende sempre a mantenere la vitalità e il calore del Jazz.KINGS OF FIRE è un progetto fondato nel 2012 da Jacopo Pierazzuoli (compositore, direttore e batterista). Jacopo, classe 1984, inizia a suonare all'età di 13 anni. Da subito inizia un'intensa attività live, che comprende molti tour Europei. Si esibisce su palchi esclusivi come Mito Settembre Musica, San benedetto festival, Alcatraz, Alata Expo (Kiev), Freackstock, Moscow Arena, Moho Live (Manchester), Rescue Rooms (Nottingham). Si esibisce assieme al PHIL MINTON feral choir e apre nel 2010 il concerto dei BLACK HOLE QUARTET.Con THE KINGS OF FIRE registra il suo nuovo disco: "ALMOST JAZZ". Ogni brano è il risultato della sperimentazione in più ambiti musicali quali il rock, la musica elettronica, l'hardcore-metal e a molti altri generi underground fino ad arrivare al jazz: una contaminazione fortissima oltre che nel modo di suonare anche nel modo di comporre e pensare la musica. Gli strumenti impiegati sono i più classici del mondo del jazz quali il sax, il clarinetto basso, il contrabbasso, la batteria e la voce. Ma il mix di questi crea un suono moderno, energico , a volte anche più crudo con riff di basso ossessivi, metriche inusuali, temi complessi, forti dissonanze e molta improvvisazione.

    euro 20,00

  • Jan

    04

    2013

    Lecce, Italy

    Teatro Paisiello

    Venerdì 4 gennaio (ore 21 - ingresso 5/8/10 euro) il Teatro Paisiello di Lecce ospita la presentazione ufficiale del progetto discografico "My Waits. Tom Waits Songbook", un omaggio al grande cantautore statunitense della cantante leccese Serena Spedicato con arrangiamenti originali del bassista Pierluigi Balducci, prodotto da Koinè by Dodicilune, distribuito da IRD e promosso con il sostegno di Puglia Sounds – P.O. FESR Puglia 2007-2013 Asse IV. Il concerto, che rientra nella programmazione natalizia del Comune di Lecce, vedrà sul palco al fianco di Serena Spedicato, Gianni Iorio al bandoneon e al pianoforte, Antonio Tosques alla chitarra, Pierluigi Balducci, al basso e Pierluigi Villani ai ritmi. Il mondo di Tom Waits, poeta dannato, cantore per eccellenza dell'America underground, visionario ma legato alla realtà della strada, raffinato ma attento alla realtà degli ultimi (prostitute, ubriaconi, clochard), autore di storie di un mondo minore, scritte tra strade abbandonate, vicoli bui, locali fumosi, motel di periferia, costituisce un riferimento assoluto nella musica contemporanea; e, proprio perché molto legato alla figura e alla cifra del suo autore, costituisce un “songbook” difficile, che ha molto ispirato i migliori interpreti (da Ute Lemper a Scarlett Johansson) come i migliori songwriter del nostro tempo (in Italia, un nome su tutti, Vinicio Capossela). Tuttavia, proprio il peso specifico di Waits ha scoraggiato una rilettura completa della sua opera. Per questo, My Waits, di Serena Spedicato, rappresenta un atto di coraggio, oltre che un atto di devozione. In My Waits, infatti, Spedicato e il suo gruppo di raffinato jazz da camera - pur nel pieno rispetto della poesia e della metrica waitsiane - decontestualizzano il songbook del poeta californiano, tratto esclusivamente dai suoi primi dischi (da “Closing Time” sino a “Heartattack and Wine”), donandogli una interpretazione jazz fresca e convincente. La voce cristallina di Serena Spedicato, così diversa dalla roboante interpretazione di Waits, conferisce una raffinata eleganza a melodie preziose, che, nella nuova veste, appaiono dotate di luce nuova. Serena Spedicato, cantante eclettica, poliedrica e ricca di pathos, dal timbro originale e affascinante, esprime la sua creatività in percorsi musicali variegati, ma raffinati ed eleganti, con particolare predilezione nell’esplorazione di un genere jazz dal sapore cameristico. Studia canto lirico e solfeggio, giovanissima, studia canto jazz, contemporaneo, tecnica vocale moderna e jazz e improvvisazione con la jazz-vocalist Gianna Montecalvo, segue le Masterclass di Lucilla Galeazzi, Cinzia Spata, Gianna Montecalvo, Tuck and Patty, Michele Rabbia, Alberto Mandarini (Orchestra Conduction), Jonathan Kreisberg Vincitrice della Borsa di studio "Dennis Irwin" in Canto Jazz, è autrice e compositrice, ha all'attivo un’intensa attività concertistica con numerose formazioni di estrazione acid-jazz, funky, corale, polifonico. Corista di Arthur Miles, soprano dell’ottetto vocale “Souldiesis”, voce del progetto “Alessandro Quarta & his Blues Band”, della Big Band “Grande Salento Orchestra” di Maurizio Petrelli con Guido Pistocchi. Collabora e condivide palcoscenici e rassegne musicali con artisti quali: Roy Paci & Aretuska, Radiodervish, Trilok Gurtu, Massimo Manzi, Paolino Dalla Porta, Michele Rabbia, Marco Tindiglia, Arthur Miles, Ray Mantilla, Omar Sosa, Lucilla Galeazzi, Alberto Mandarini, Masa Kamaguchi, Rhapsodija Trio, Larry Ray, Arnoldo Foà, Giovanni Imparato, George Garzone, Matt Renzi, Andy Sheppard. In studio presta la voce a diversi progetti discografici ufficiali tra cui la colonna sonora originale del film “Galantuomini” di Edoardo Winspeare (Marc'Aurelio d'Argento al Festival del Cinema di Roma). Frequenta il triennio di Canto Jazz presso il Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Barese classe 1971, il bassista Pierluigi Balducci si è esibito in numerosi festival e jazz clubs in tutta Italia e in tutta Europa. È attualmente co-leader della formazione Nuevo Tango Ensamble, tra le più significative formazioni europee di tango-jazz. Ha pubblicato a suo nome ben sei album da leader al basso elettrico. Le riviste Jazzit e Jazzmagazine hanno dedicato ampie interviste imperniate sulla sua attività di bandleader e compositore, mentre il recente Jazzit Award lo ha incluso nella top ten dei migliori bassisti elettrici italiani sia nel 2010 che nel 2011. Ha registrato performance live per l'emittente nazionale tedesca Bayerischer Rundfunk e per Rai Radio Tre Fahrenheit. È l'autore della colonna sonora del film 'A ma soeur' di Catherine Breillat. Dodicilune è attiva dal 1996 e riconosciuta dal Jazzit Award tra le prime tre etichette discografiche italiane (dati 2010 e 2011). Dispone attualmente di un catalogo di oltre 120 produzioni di artisti italiani e stranieri, ed è distribuita in Italia e all'estero da IRD presso 300 punti vendita tra negozi di dischi, Feltrinelli, Fnac, Ricordi, Messaggerie, Melbookstore.

    I dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online (Amazon, Ibs, LaFeltrinelli, Jazzos) o scaricati in formato liquido su 56 tra le maggiori piattaforme del mondo (iTunes, Napster, Fnacmusic, Virginmega, Deezer, eMusic, RossoAlice, LastFm, Amazon, etc). Info su www.dodiciluneshop.it Dodicilune - Edizioni Discografiche & Musicali Via Ferecide Siro 1/E - Lecce Tel: 0832.091231 Mail: info@dodiciluneshop.it press@dodicilune.it Ufficio stampa Dodicilune Società Cooperativa Coolclub Piazza Baglivi 10, Lecce Tel e Fax: 0832303707 Mobile 3394313397 Mail: ufficiostampa@coolclub.it

    5/8/10 euro