Artist: Francesco Diodati     Album: Yellow Squeeds: Never The Same     Label: Auand     Code: AU9080

Yellow Squeeds: Never The Same

  • Yellow Squeeds: Never The Same

  • Francesco Diodati

  • 25 January 2019

  • AU9080

  • 8031697908029

  • Jazzos, Auand

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  • Created on : 10 December 2018

  • Total songs : 9

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  • From: Auand

Press Release

“Never The Same”, il nuovo album da leader di Francesco Diodati
con i suoi Yellow Squeeds

Dopo l’acclamato “Flow, Home”, l’ultimo attesissimo lavoro del chitarrista
è già stato protagonista al JAZZMI di Milano e al London Jazz Festival
con Enrico Zanisi (pianoforte, synth), Francesco Lento (tromba),
Glauco Benedetti (basso tuba, trombone), ed Enrico Morello (batteria)


A tre anni di distanza dal lavoro precedente (“Flow, Home”, 2015), Francesco Diodati pubblica “Never The Same”: il suo nuovo, attesissimo album da leader. E lo fa con la stessa formazione, gli Yellow Squeeds, ovvero Enrico Zanisi (pianoforte, synth), Francesco Lento (tromba), Glauco Benedetti (basso tuba, trombone a valvole), ed Enrico Morello (batteria), e la stessa casa discografica, Auand Records. Il nome del chitarrista romano è ormai uno dei più brillanti della scena italiana ed europea: se con Enrico Rava ha calcato palchi internazionali grazie a una collaborazione consolidata, gli album da leader stanno mostrando la personalità e la capacità innovativa di Diodati. La fibrillazione per questa nuova uscita è stata palpabile anche nelle due anteprime al JAZZMI di Milano, il 9 novembre, e al London Jazz Festival, dove “Never The Same” è stato presentato il 18 novembre.

Al centro del nuovo lavoro c’è una profonda riflessione sulle percezioni soggettive, sul lavoro d’insieme e sulle infinite trasformazioni che questi due elementi possono generare persino nella più semplice linea melodica. A dominare l’aspetto compositivo è «la sovrapposizione – dice Diodati – di diversi strati sonori, di linee che si intrecciano e che, pur mantenendo una propria indipendenza, diventano imprescindibili le une dalle altre. Questo modo di costruire la musica fa sì, per esempio, che lo stesso brano possa essere percepito in riferimento a un andamento ritmico diverso per ognuno. È un po’ come guardare lo stesso oggetto tridimensionale da diversi punti di vista, girandolo tra le mani o sospeso nello spazio». È questo approccio che genera l’effetto apparentemente straniante di “Entanglement”, dove la ritmica cambia continuamente.

Questa tensione al cambiamento, questa spinta verso qualcosa che prima non c’era, è anche la cifra stilistica del gruppo: «Sono tutti molto dinamici e nel corso del tempo cercano nuovi suoni, nuovi approcci – continua il chitarrista – Zanisi sul primo disco suonava il piano, qui suona piano, Fender Rhodes, synth modulare e bass synth. A Morello ho dato una montagna di gong birmani, accumulati negli anni durante i miei viaggi e concerti in Myanmar, e li abbiamo suonati insieme nell’intro di “Simple Lights”. Glauco Benedetti si è rivelato sorprendente anche con il trombone a pistoni, tanto che ho riscritto appositamente alcune parti per inserirlo. Francesco Lento tira fuori suoni sempre diversi dalla tromba portando all’estremo le possibilità timbriche, oltre a dilettarsi con bottiglie di vetro! Sa essere molto lirico oppure diventare più angolare e aspro. Con lui spesso dialoghiamo in modo serrato, una pratica che si è fatta sempre più intensa nel corso degli anni. Sono tutti musicisti formidabili. Ho scelto loro perché sono capaci di rompere le barriere, andare oltre i limiti del già sentito». E come dimostra un brano come “River”, è facile che dall’interplay si sviluppi un flusso sonoro coinvolgente, nato dalla melodia e sfociato in una densa improvvisazione collettiva.

Tra giochi sonori con una chitarra scordata, attenzione per la timbrica e scambi di ruoli nella formazione, anche la grafica riesce a condensare il senso dell’intero album in un’immagine: «La copertina è frutto di un’opera di Sara Bernabucci, artista con cui collaboro da due anni nella ricerca di un incontro fra musica e arti visive, e di Alberto Timossi. È la stratificazione di due arti diverse (la scultura e la pittura) nate da due menti diverse alle quali si è aggiunto il mio punto di vista con la macchina fotografica, rendendo l’opera irriconoscibile. È quello che intendevo: vedere lo stesso oggetto da punti diversi, e farlo non a priori, in modo astratto, ma con la prassi, la passione intuitiva di chi vive di arte».

 

EN

"Never The Same”, Francesco Diodati’s new album as a leader
featuring his Yellow Squeeds, out on January 25th

After his critically acclaimed “Flow, Home”, his long-awaited new release
has been showcased at JAZZMI (Milan) and London Jazz Festival
It features Enrico Zanisi (piano, synth), Francesco Lento (trumpet),
Glauco Benedetti (tuba, trombone) and Enrico Morello (drums)

Three years after his previous work (“Flow, Home”, 2015), Italian guitarist and composer Francesco Diodati releases “Never The Same”, his latest and long-awaited album as a leader. He’s back with the same band, Yellow Squeeds – Enrico Zanisi (piano, synth), Francesco Lento (trumpet), Glauco Benedetti (tuba, valve trombone) and Enrico Morello (drums) – and the same label, Auand Records. His name has become one of the most renowned ones in the Italian and European music scene: working and touring extensively with Enrico Rava, he has also proved his personality and innovative attitude on his works as a leader. The frenzy waiting for this new album was clear in the two previews, at JAZZMI (Milan) and London Jazz Festival, both in November 2018.

At the core of “Never The Same” is a deep reflection on individual perceptions and team work and on the countless transformations these two elements can generate even on the most basic melody. What dominates the composing side is «several layers of sounds overlapping – Diodati says –, intertwining lines becoming mutually essential, albeit maintaining their own independence. This way of building music ensures, for example, that the same tune can be perceived in a different way by each listener. It’s like looking at the same 3D object from different perspectives, in your hands or suspended in space.» This approach generates the apparently alienating effect that can be heard on “Entanglement”, with its constantly changing rhythm.

This penchant for change, like a push towards something that was not there before, is also key to understand the band’s style. «They are all very dynamic and looking for new sounds and approaches – Diodati adds – On our previous album, Zanisi played the piano, while he’s doubling on Fender Rhodes, modular synth and bass synth now. I gave Morello a ton of Burmese gongs, which I collected along my trips and live shows in Myanmar, and we played those in the intro of “Simple Lights”. Glauco Benedetti turned out so surprisingly well on the valve trombone that I rewrote some parts to add it. Francesco Lento brings so many different sounds out of his trumpet, making the timber possibilities endless. He can be truly lyric as well as angular and harsh. We often converse very fast, and this became more and more intense over the years. They are all impressive musicians. I chose them because they break boundaries, and go beyond what’s common.»

As the likes of “River” show, sometimes their interplay is the starting point of an enchanting sound flow, built on the melody and ending in a dense collective improvisation.

And while they’re playing with an out-of-tune instrument, focusing on timber or exchanging roles in the lineup, the album cover also catches the eye, embracing the whole idea of the album. «The cover is the result of an art work by Sara Bernabucci, an artist I’ve been collaborating with for two years – we aim at making music and visual arts meet – and by Alberto Timossi. It’s the layering of two different arts (sculpture and painting), from two different minds, and the camera adds my point of view, making the original work of art unrecognizable. This is what I mean: looking at the same object from different perspectives, not as a preconceived approach, but with the intuitive passion of those who live through art.»

 

Track List

01 Here and There
02 Cities
03 Irrational Numbers
04 River
05 Simple Lights
06 Blue Dreams
07 Entanglement
08 Never The Same
09 Expanded Straight No Chas

Personnel

Francesco Diodati guitar
Francesco Lento trumpet
Enrico Zanisi piano, Fender Rhodes, synths
Glauco Benedetti tuba, valve trombone, flute
Enrico Morello drums, gongs

Recording Data

Produced by Francesco Diodati, Marco Valente
Executive Producer: Marco Valente
Recorded at Groove Farm, Roma – Italy
Engineer: Stefano Del Vecchio, Roberto Lioli
Cover Photo: Sara Bernabucci

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